Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post

giovedì 16 marzo 2023

"DOMENICO PIEMONTESI, IL CICLONE "

 

Due bellissime recensioni dedicate al libro  scritto da Gianni Cometti ed illustrato da Giada, in occasione del 120mo anniversario della nascita di  Domenico Piemontesi, campione di ciclismo e mio zio.


La recensione di Victor Diaz Gavito  su "HIGH CYCLING"

 https://www.high-cycling.com/resena-domenico-piemontesi-il-ciclone/



La recensione di Paolo Broggi su "TUTTOBICIWEB"

 https://www.tuttobiciweb.it/article/2023/02/07/1675633206/libro-domenico-piemontesi-gianni-cmetti-costantino-ottone

 

venerdì 21 ottobre 2011

La Valcuvia ed il "Pretore di Cuvio"

E' piacevole dedicare una giornata di sole alla bellezza difficile della Valcuvia.
Partiti da Casalzuigno, dopo una visita alla cinquecentesca Villa Della Porta-Bozzolo, lambita Arcumeggia, borgo dipinto, raggiunto Cuveglio, ci si trova, sorpresi, tra il verde intenso ed il profumo selvatico dei boschi.
Una meta è Cuvio, il capoluogo.

La seicentesca chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il coevo Palazzo Cotta-Litta-Arese (con il grande scalone), il Parco, le strette viuzze, i vecchi palazzi: come non poteva trarvi ispirazione Piero Chiara?
Cuvio, paese tranquillo e poco abitato, non credo sia mai stato sede di una pretura.
Ma era lo scenario adatto perchè il grande narratore di Luino vi ambientasse una delle sue belle vicende.


Comprai Il Pretore di Cuvio nel 1973, appena edito da Mondadori.
Mi attraeva il dipinto di sovracoperta di Franco Gentilini, Adamo ed Eva, di cui mi ammaliava il volto di donna.
Somigliante come una goccia d'acqua al viso di una ragazza che conoscevo, e mi ostinavo a non dimenticare.
Non poteva non chiamarsi Augusto Vanghetta, il protagonista, divenuto pretore per caso e per fortuna (era un "mortarino").


L'Ufficio nell'ampio scalone di un palazzo seicentesco dove troneggiava la targa "Gabinetto del Pretore" era la sua tardiva vittoria.
La moglie giovane, malinconica, disperata dimagriva fino alla liquefazione. Ma la magrezza, il busto esile, esaltavano la sua bellezza.
Brutto come la notte lui, sciupata, ma bella e giovane lei...
Lessi d'un fiato il volume fino alla pagina 136, l'ultima. Un gran libro. L'ho ripreso oggi: una "storia" da leggere, più che da recensire...


Piero Chiara, Il pretore di Cuvio, Arnoldo Mondadori Editore, prima edizione marzo 1973

martedì 3 maggio 2011

A Brescello, sulle tracce di Peppone e Don Camillo

Ho scoperto il Mondo Piccolo da ragazzo, una sera, davanti alla TV, vedendo il film in cui Peppone sostiene l'esame di quinta elementare.
Ho subito comprato i libri di Guareschi, che ho letto con divertita commozione.
Giovanni Guareschi, un uomo che ha sempre pagato di persona per le proprie idee e convinzioni, uno scrittore letto in tutto il mondo.
Fernandel  e Gino Cervi, i perfetti interpreti del prete e del sindaco comunista.

Chiesa Parrocchiale di Brescello (RE) dedicata a  S. Maria Nascente


Alcuni anni fa mi sono poi recato a Brescello, il paese dove sono stati girati i film.
Nella Chiesa, in una  cappella laterale, la celeberrima statua del Cristo.
In piazza, l'Ercole del Sansovino ed ai lati le statue di Don Camillo e Peppone.


Peppone

Don Camillo

Stazione di Brescello

La stazione ferroviaria, teatro degli arrivi e delle partenze (o non partenze) dei due protagonisti.



Nell'ex convento di San Benedetto il Museo, con i cimeli dei film e, all'ingresso, il carro armato.

Tornando a casa, una sosta interessante a Colorno, per ammirare la stupenda Reggia.

Reggia di Colorno (PR)

Bibliografia: Ivanna Rossi, Nei dintorni di Don Camillo, Bur Rizzoli, Milano 1994

mercoledì 20 aprile 2011

Buona Pasqua con un libro di Alessandra Placucci




Da millenni le favole sono uno strumento per divertire e, al tempo stesso, insegnare, educare. Apparentemente rivolte ai bambini, contengono verità profonde che valgono proprio per tutti.

Alessandra Placucci, bravissima pittrice e illustratrice affermatasi in esposizioni di spessore internazionale, nel suo Colori e filastrocche accompagna con maestria fantastici disegni, sospesi tra immaginazione e realtà, a filastrocche che insegnano ai bambini e ai grandi l'importanza dell'immaginazione, dei colori, della natura, dei fiori, del leggere e dell'apprendere.
Il dialogo intitolato Dal cielo in su, secondo me il capitolo più bello, è un invito ad andare avanti anche nei momenti più difficili, ad avere coraggio, fino a raggiungere con la fantasia i luoghi più incantati.


Alessandra Placucci, Colori e filastrocche, ediz. Farnedi, Calabrina di Cesena, 2008

Il blog di Alessandra Dal cielo in su

lunedì 21 febbraio 2011

I due Hieronymus Bosch

Io a Venezia, tanti anni fa


Arrivato a Venezia Santa Lucia sono salito sul Vaporetto fino al ponte di Rialto e, da qui, grazie alla mia inseparabile cartina, sono riuscito ad arrivare, senza chiedere spiegazioni, fino a Palazzo Grimani, per l'esposizione in mostra di tre opere di Hieronymus Bosch: la Visione dell'Aldilà, il Trittico di Santa Liberata, e il Trittico degli Eremiti.

Una grande emozione per me perché, per la prima volta in vita mia, ho potuto ammirare dal vivo alcuni capolavori di questo grandissimo maestro olandese, vissuto fra il '400 ed il '500, ed acquistare lo stupendo catalogo.

Di Bosch grande pittore, studiato nelle poche ore di Storia dell'Arte al Liceo, mi ero dimenticato.
Di recente me lo ha riportato alla memoria (stranamente, lo ammetto) una serie di libri di Michael Connelly, il cui protagonista è l'omonimo detective Hieronymus Bosch, eroe senza macchia creato dall'autore sulla falsariga del grande pittore, con lo stesso rigore morale, le stesse paure, le stesse strane fantasie che permeano le opere dell'Artista.

- Bosch a Palazzo Grimani
  Venezia, Palazzo Grimani dal 19/12/2010 al 20/03/2011
  catalogo Skira

- Michael Connelly, La lista
  edizioni PIEMME - 2010

lunedì 27 dicembre 2010

Ho ricevuto un dono da Matteo


Questa opera è un graditissimo dono fattomi da Matteo Fioramonti giovane designer, illustratore e scultore diplomato a Brera, e che è stato compagno di scuola di Giada al Liceo Artistico di Romagnano Sesia.
Matteo, nel regalarmi l'opera raffigurata a fianco, mi ha dedicato questo commento:
"Questo libro si basa su una serie di opere che avevo precedentemente realizzato su una sorta di "flusso di coscienza" o meglio di immagini,  fotogrammi di uno stato d'animo racchiuso in tante figure che combattono per distinguersi in una unica. Così come un racconto è composto di lettere, la materia di atomi, in ogni secondo noi formuliamo pensieri costruiti su ricordi, e a loro volta costruiti su immagini.
Così ho deciso di creare dei piccoli taccuini per ricordare pensieri, immagini e idee sulla base di questo concetto, in particolare quello donato al mio caro amico Costantino è stato il primo designato ad appuntare idee scritte, sapendo della sua capacità verbale, è volto dunque a ricordare le parole.
Le figure nascoste nella trama della copertina, derivano da incisioni riprese dal mio primo quadro" Il totem della vita".

-Matteo Fioramonti-

Matteo Fioramonti, Il Totem della Vita


Matteo, che attualmente si dedica preferenzialmente alla scultura, ha conseguito il 3° premio al "Premio Giovani Artisti" indetto nel 2010 dalla Città di Borgomanero.
La scultura premiata "Sogni per il futuro", bronzo h cm 25, si trova alle pagg. 22 e 23 del catalogo della manifestazione.

lunedì 22 novembre 2010

Stefano Terra - La fortezza del Kalimegdan

Nei primi anni 70, stavo per spegnere la televisione e andare a dormire quando mi accorsi che trasmettevano uno "strano" film, di cui ben conoscevo il protagonista.
Era Stefano Terra, giornalista già corrispondente da Atene e dal Medio Oriente, che interpretava in prima persona una storia che lo vedeva direttamente coinvolto.
Il giorno dopo, a Milano, prima di entrare in Università, comprai il libro La fortezza del Kalimegdan, edito da Bompiani, e mi appassionai a leggere la storia della ricerca di una persona scomparsa in guerra, che si dipanava tra la Grecia, l'Egitto, la Siria, il Libano, la Jugoslavia. Più procedevo nella lettura e più venivo a comprendere che il protagonista reale era l'autore stesso col suo passato, le sue illusioni, le sue delusioni, la trama della propria vita.
C'è qualcuno che apprezza come me i libri di Stefano Terra, uno scrittore che mi sembra oggi sostanzialmente dimenticato?

Stefano Terra, La fortezza del Kalimegdan Bompiani Editore