martedì 21 maggio 2019

Tra sacro e profano

In gioventù, oramai tanti anni fa, l' "Agrano" era una piacevole salita  che alternavo in bicicletta alla "Carcegna", nel praticare le strade che mi avvicinavano alla ben più temibile ed improba ascesa verso il Mottarone.



Ora, dismesse le fatiche delle due ruote, Agrano è un grazioso paesino in  comune di Omegna, che guarda dall'alto le onde fatate del lago d'Orta. Qui, nel 1792, venne rinvenuta la mummia ben conservata di una donna, di cui è rimasto sempre ignoto il nome, morta nella prima metà del Settecento in seguito ad un incauto salasso.



Alla "Morta di Agrano" vennero attribuiti, nei secoli, numerosi miracoli, anche se mai ufficialmente riconosciuti.
Non poteva non chiamarsi "Memento mori" il Comitato che, ai primi del duemila, promosse un accurato restauro della salma.
Ed ancor oggi, racchiusa in una teca nella cappelletta addossata alla chiesa di San Maiolo, la "Morta di Agrano" è meta di curiosità e di devozione.


mercoledì 13 marzo 2019

Mario Giacometti : una collezione, un paese, un libro.

Mario è stato mio compagno di scuola, più di cinquant'anni fa ahimè, in quarta e quinta elementare.
Lasciò poi il nostro paese per trasferirsi a Gattico.



L'ho ritrovato, decenni dopo, collezionista di documenti, monete, cartoline e prezioso conoscitore di storia locale, con una grande vocazione e disponibilità, a trasmettere a tanti altri  i risultati delle sue ricerche e dei suoi studi.
Nel libro "La collina Gatticese in cartolina, il ricordo del passato proiettato verso il futuro", scritto insieme a Claudio Barbaglia e con la collaborazione, per l'impaginazione e la grafica, di Fabio Valeggia, Mario mette in "esposizione virtuale" la sua collezione di cartoline di Gattico, realizzata in tanti anni con grande passione. Realizza così, di pagina in pagina, una storia del suo paese d'adozione attraverso le "immagini cartonate".
Le più recenti sono dell'anno duemila: nell'era della posta elettronica, avranno ancora (auspicabile) futuro le care, simpatiche, stupende cartoline?


Claudio Barbaglia, Mario Giacometti: "La collina gatticese in cartolina, il ricordo di un paese proiettato verso il futuro", novembre 2018. Realizzato in collaborazione con il progetto "Accendiamo la memoria".

mercoledì 23 gennaio 2019

Tarisio e i Gerbidi

Dove si trova la località Gerbidi?
Io lo so di sicuro, perché in questa minuscola frazione del comune di Fontaneto d'Agogna venivo già da bambino. A volte con il  mio biciclettino, quando su quella strada era un avvenimento se passava un' automobile. Oppure a piedi, con una corsa sfrenata attraverso i prati che i vecchi chiamavano le risere, perché  dicevano che, molti anni, forse secoli, prima,  la coltivazione del riso arrivava fino a lì.



I Gerbidi sono il paese di una persona speciale, Luigi Teruggi detto Tarisio (1796 - 1854).
Tarisio dedicò la sua vita a ricercare i violini più precisi e perfetti, a cominciare dagli ineguagliabili Stradivari, gli strumenti del sommo liutaio cremonese.
Li raccoglieva, riparava, commerciava recandosi soprattutto a Parigi, dove quelle meraviglie erano apprezzare e ricercate.
Se molti Stradivari, Amati, Guarneri, Bergonzi furono salvati dall'incuria e dall'oblio, lo dobbiamo di certo a questo straordinario personaggio, Tarisio dei Gerbidi.
E, se un giorno, passando di lì, vedrete, con l'immaginazione e la fantasia, un viandante percorrere lunghi tragitti a piedi con un fardello di violini in spalla, o una carrozza con un solo passeggero contornato di tanti preziosi strumenti, nulla vi vieterà di scorgere proprio lui, che fu definito "Cacciatore di Violini".