mercoledì 21 novembre 2018

A Fino Mornasco, il matrimono "lampo" di Garibaldi.

 


Arrivo a Fino Mornasco, in provincia di Como, ai primi freddi di questo ennesimo tardo autunno.
Scorgo la Villa Odescalchi, già Villa Raimondi, passeggio per il parco della Villa Comunale, entro un momento nella chiesa di Santo Stefano, riedificata nel XX secolo.


La Via Garibaldi, la principale del paese, ricorda un episodio qui avvenuto, degnamente racchiuso in una preziosa nicchia della storia. Il matrimonio, celebrato in questo luogo, fra l'eroe dei due mondi e Giuseppina Raimondi, nel 1860 fu breve e sfortunato.
Subito al termine della cerimonia nuziale, Garibaldi ricevette un foglio che metteva in dubbio la fedeltà della sposa.  Non esitò, il prode e valente  guerriero, ed abbandonò all'istante  la sposa di nuovo coniugio.



Non mi è difficile immaginare l'eroe salire rapido ed un pochino furtivo  sul proprio, rigorosamente bianco, destriero. Lo vedo lasciare per sempre la scena muliebre per nuove e gloriose imprese.


Il matrimonio  venne annullato nel 1880. Giuseppina sposò l'avvocato Mancini, mentre Garibaldi si unì in terze nozze a Francesca Armosino.

lunedì 1 ottobre 2018

In autunno, la Natura



L'albero del pomodoro ( tamarillo)
La maturazione dei "frutti" avverrà verso Natale.








Il ponciro, l'agrume che resiste ai rigori invernali








Lo splendore del cotogno








I frutti del kiwi selvatico stanno giungendo a maturazione
 


venerdì 10 agosto 2018

La panchina di Grosseto

Ho sempre ammirato i libri di Fruttero & Lucentini. In uno di questi, in alternativa alle Maldive ed alle mete troppo affollate,  loro suggerivano di fatto,  con garbo ed ironia "….una panchina lungo le mura di Grosseto…. una gelateria deserta di Vercelli...i giardini pubblici di Voghera….la statua equestre di Carlo Alberto ….nella piazza di Casale Monferrato".
( Vedere :  Fruttero & Lucentini, "La prevalenza del cretino", Mondadori 1985, pag.42).



Avevo già avuto occasione di praticare alcune gelaterie ( mai deserte, per il vero ) di Vercelli, di ammirare la statua "regale" nella piazza monferrina, di  lambire , "incidenter tantum " i giardini di Voghera.
Eccomi finalmente a Grosseto, sotto la cinta muraria, dove le panchine in sasso m'aspettavano, silenziose e pazienti, da tempo immemore.



In questa bella città di una Toscana solo apparentemente minore, illuminata dal sole cocente di una giornata torrida di luglio avanzato.


Proprio allo scoccare delle quattro del pomeriggio, come nel libro, mi siedo un attimo, prima di partire, rigorosamente in treno, alla volta di Roma.

mercoledì 18 luglio 2018

Mostra personale di Giada


Fino al 27 luglio è possibile visitare a Borgomanero, presso la sala espositiva di Palazzo Tornielli, la mostra personale di pittura di Giada, dal titolo "COLORE."



lunedì 11 giugno 2018

San Martino, nei miei paraggi

Come di consueto, anche quest'anno ho collaborato con i Servizi Sociali e con la Scuola Secondaria, entrambi del comune di Borgomanero, ad una ricerca storico-artistica che quest'anno ha riguardato la chiesa di San Martino di Vergano.
Oltre che al reperimento della documentazione, ho tenuto un breve eloquio che, partendo dall'edificio religioso di cui sopra, ha proposto un viaggio con la fantasia in altre tre chiese dedicate al medesimo santo.


La chiesa di San Martino, a Bolzano Novarese, del XII secolo, presenta interessanti affreschi , alcuni di autori ignoti, altri di Francesco e Tommaso Cagnola.




La Pieve di San Martino, a Gattico, anch'essa del XII secolo, è già citata in un documento dell'anno 1132.






La chiesa di San Martino, in comune di Fontaneto d'Agogna, rimaneggiata nell'Ottocento, custodisce, fra gli altri, un affresco attribuito a Sperindio Cagnola, collaboratore di Gaudenzio Ferrari.




mercoledì 11 aprile 2018

Il mio strano appuntamento con... Fra Dolcino


E' già lì ad attendermi, a lato della strada  che  attraversa la Valsesia, in riva al fiume, alla deviazione per Rassa.
Lui è Fra Dolcino, nato a mezzo del milleduecento forse a Prato Sesia, in provincia di Novara. Antesignano del socialismo, predicava l'uguaglianza. Nella tristezza del suo volto è effigiato il dramma di quest'uomo. Fatto catturare dal vescovo di Vercelli, fu costretto ad assistere all'uccisione della sua compagna Margherita, donna di rilevante bellezza, che venne bruciata viva.
Lui stesso subì la medesima sorte, dopo atroci torture.




Ho una sola domanda da rivolgere : "Dove sei ubicato oggi, egregio frate che forse frate non eri, all'Inferno come preconizzato da Dante Alighieri, oppure lassù ?"
"Sono stato a lungo negli inferi, ma poi, secoli dopo , sono salito in alto, collocato purtroppo accanto al mio persecutore. Per cui ho preferito scendere  di nuovo dabbasso, accanto a Margherita. Ma dimmi piuttosto tu, anonimo marrano, è ancora in uso predicare la vicinanza ai poveracci ?".
"E' molto di moda, ovviamente più che altro a parole...", non posso che rispondere.
"Allora è meglio che torni negli Inferi", e così dicendo se ne va insalutato, ponendo  fine a questo strano, forse assurdo, appuntamento.



giovedì 22 febbraio 2018

Lo "strascee" e la "strasciata"

Esco dalla Stazione e mi avvio veloce alla ricerca di un tabaccaio, dal quale comprare qualche cartolina del paese. Al centro di un piccolo spazio verde troneggia il "Monumento allo Strazer", realizzato nel 1989 dallo scultore Tito Neri.
Sono a Gambettola in provincia di Forlì/Cesena.




La mia memoria torna indietro di tanti anni, ben più di cinquanta, e raggiunge il mio piccolo paese della provincia di Novara.....

Arrivava su di un gigantesco carucion nero e lei pure era vestita di nero. Governava con le redini il cavallo che trainava il mezzo. Urlava a squarciagola per richiamare l'attenzione delle donne. Comperava stracci, quelli così rotti e consumati da non poter essere più in uso. Li pesava con grande precisione e pagava il dovuto.
Dopo qualche ora ripartiva, col suo cavallo, le briglie, il carro, gli stracci. A casa, il marito lavava le pezze e le divideva per colore, tessuto, dimensione. Sarebbero state vendute, tutte insieme, all'ingrosso.


L'ultima volta che venne  salutò tutti con commozione, senza dire perché. Nessuno se ne accorse, ma portò via, insieme con gli stracci, un'epoca fatta di sacrifici, progresso, grandi speranze. La stagione, m'accorgo lontana, della mia gioventù.

Molti anni dopo, qualcuno, tornando dal mercato, riferì di aver visto il manifesto con il suo nome e l'età:  di anni ottantasette, e l'annotazione una persona perbene.
Finiva lì l'era della ricostruzione, soppiantata da quella dell'agiatezza e, forse, dello spreco.