mercoledì 23 gennaio 2019

Tarisio e i Gerbidi

Dove si trova la località Gerbidi?
Io lo so di sicuro, perché in questa minuscola frazione del comune di Fontaneto d'Agogna venivo già da bambino. A volte con il  mio biciclettino, quando su quella strada era un avvenimento se passava un' automobile. Oppure a piedi, con una corsa sfrenata attraverso i prati che i vecchi chiamavano le risere, perché  dicevano che, molti anni, forse secoli, prima,  la coltivazione del riso arrivava fino a lì.



I Gerbidi sono il paese di una persona speciale, Luigi Teruggi detto Tarisio (1796 - 1854).
Tarisio dedicò la sua vita a ricercare i violini più precisi e perfetti, a cominciare dagli ineguagliabili Stradivari, gli strumenti del sommo liutaio cremonese.
Li raccoglieva, riparava, commerciava recandosi soprattutto a Parigi, dove quelle meraviglie erano apprezzare e ricercate.
Se molti Stradivari, Amati, Guarneri, Bergonzi furono salvati dall'incuria e dall'oblio, lo dobbiamo di certo a questo straordinario personaggio, Tarisio dei Gerbidi.
E, se un giorno, passando di lì, vedrete, con l'immaginazione e la fantasia, un viandante percorrere lunghi tragitti a piedi con un fardello di violini in spalla, o una carrozza con un solo passeggero contornato di tanti preziosi strumenti, nulla vi vieterà di scorgere proprio lui, che fu definito "Cacciatore di Violini".    


mercoledì 19 dicembre 2018

Il regalo di Natale per la Signora Maestra





Anche quest'anno Sciarada ha creato il "Calendario dell'Avvento del Focolare dell'Anima". Questo post costituisce la finestra n.19 ed è illustrato con i pannelli creati da mia figlia Giada insieme a Maurizio Polato e Chiara Vidali , che hanno costituito la scenografia dello spettacolo "Giovannino Perdigiorno", svoltosi a Cureggio in occasione dei mercatini di Natale.                                                                                                                                        

                                                                                                                                                                Quell'anno la scuola cominciò tardi: la maestra doveva assistere il marito che viveva i suoi ultimi giorni. Le lezioni ebbero inizio soltanto a metà novembre.
Noi due che avevamo frequentato i primi tre anni alla scuola della nostra piccola frazione eravamo preoccupati, ora che iniziava la classe quarta nel capoluogo. C'era stato detto, infatti, che la nuova maestra era molto severa.
Trovammo, in realtà, una persona dolce e buona d'animo, provata dal lutto che continuava a farla soffrire.



Vennero  finalmente le vacanze di  Natale, e tutti noi alunni arrivammo con un  regalo per la Signora Maestra. Un pollo già spennato, una maglia fatta a mano con gomitoli di lana riciclata, un paio di guanti sempre fatti a mano da una nonna premurosa. Chi aveva più possibilità si presentò addirittura con un panettone.
Un compagno di classe portò delle uova, destando in noi il sospetto, mai suffragato,  che le avesse prelevate nei giorni precedenti, con grande destrezza, dal pollaio della maestra stessa.
Lei ci ringraziò commossa: il giorno di Natale si sarebbe sentita un pochino meno sola.




I mesi trascorsero veloci, l'inverno divenne primavera e, a giugno, prima delle vacanze d'estate,   la Maestra  distribuì le pagelle. Ci rivelò che aveva promosso tutti, anche gli scolari che forse  la promozione non avevano meritato.
Ci accompagnò poi all' Osteria del "Fiura", dove con grande generosità pagò il gelato a tutti quanti noi.



Verrà il giorno, forse ancora lontano, quando raggiungerò lassù le Persone a me care che mi hanno preceduto.  Andrò allora a cercare  la mia Signora Maestra, e, semplicemente, le dirò un "grazie" per quel gelato così buono, come solo il "Fiura" sapeva preparare.



Passo ora il testimone a Chicchina  di "Acquadifuoco", per la finestra successiva del Calendario.

mercoledì 21 novembre 2018

A Fino Mornasco, il matrimono "lampo" di Garibaldi.

 


Arrivo a Fino Mornasco, in provincia di Como, ai primi freddi di questo ennesimo tardo autunno.
Scorgo la Villa Odescalchi, già Villa Raimondi, passeggio per il parco della Villa Comunale, entro un momento nella chiesa di Santo Stefano, riedificata nel XX secolo.


La Via Garibaldi, la principale del paese, ricorda un episodio qui avvenuto, degnamente racchiuso in una preziosa nicchia della storia. Il matrimonio, celebrato in questo luogo, fra l'eroe dei due mondi e Giuseppina Raimondi, nel 1860 fu breve e sfortunato.
Subito al termine della cerimonia nuziale, Garibaldi ricevette un foglio che metteva in dubbio la fedeltà della sposa.  Non esitò, il prode e valente  guerriero, ed abbandonò all'istante  la sposa di nuovo coniugio.



Non mi è difficile immaginare l'eroe salire rapido ed un pochino furtivo  sul proprio, rigorosamente bianco, destriero. Lo vedo lasciare per sempre la scena muliebre per nuove e gloriose imprese.


Il matrimonio  venne annullato nel 1880. Giuseppina sposò l'avvocato Mancini, mentre Garibaldi si unì in terze nozze a Francesca Armosino.

lunedì 1 ottobre 2018

In autunno, la Natura



L'albero del pomodoro ( tamarillo)
La maturazione dei "frutti" avverrà verso Natale.








Il ponciro, l'agrume che resiste ai rigori invernali








Lo splendore del cotogno








I frutti del kiwi selvatico stanno giungendo a maturazione
 


venerdì 10 agosto 2018

La panchina di Grosseto

Ho sempre ammirato i libri di Fruttero & Lucentini. In uno di questi, in alternativa alle Maldive ed alle mete troppo affollate,  loro suggerivano di fatto,  con garbo ed ironia "….una panchina lungo le mura di Grosseto…. una gelateria deserta di Vercelli...i giardini pubblici di Voghera….la statua equestre di Carlo Alberto ….nella piazza di Casale Monferrato".
( Vedere :  Fruttero & Lucentini, "La prevalenza del cretino", Mondadori 1985, pag.42).



Avevo già avuto occasione di praticare alcune gelaterie ( mai deserte, per il vero ) di Vercelli, di ammirare la statua "regale" nella piazza monferrina, di  lambire , "incidenter tantum " i giardini di Voghera.
Eccomi finalmente a Grosseto, sotto la cinta muraria, dove le panchine in sasso m'aspettavano, silenziose e pazienti, da tempo immemore.



In questa bella città di una Toscana solo apparentemente minore, illuminata dal sole cocente di una giornata torrida di luglio avanzato.


Proprio allo scoccare delle quattro del pomeriggio, come nel libro, mi siedo un attimo, prima di partire, rigorosamente in treno, alla volta di Roma.

mercoledì 18 luglio 2018

Mostra personale di Giada


Fino al 27 luglio è possibile visitare a Borgomanero, presso la sala espositiva di Palazzo Tornielli, la mostra personale di pittura di Giada, dal titolo "COLORE."



lunedì 11 giugno 2018

San Martino, nei miei paraggi

Come di consueto, anche quest'anno ho collaborato con i Servizi Sociali e con la Scuola Secondaria, entrambi del comune di Borgomanero, ad una ricerca storico-artistica che quest'anno ha riguardato la chiesa di San Martino di Vergano.
Oltre che al reperimento della documentazione, ho tenuto un breve eloquio che, partendo dall'edificio religioso di cui sopra, ha proposto un viaggio con la fantasia in altre tre chiese dedicate al medesimo santo.


La chiesa di San Martino, a Bolzano Novarese, del XII secolo, presenta interessanti affreschi , alcuni di autori ignoti, altri di Francesco e Tommaso Cagnola.




La Pieve di San Martino, a Gattico, anch'essa del XII secolo, è già citata in un documento dell'anno 1132.






La chiesa di San Martino, in comune di Fontaneto d'Agogna, rimaneggiata nell'Ottocento, custodisce, fra gli altri, un affresco attribuito a Sperindio Cagnola, collaboratore di Gaudenzio Ferrari.