sabato 17 agosto 2013

Il rovo del mio frutteto




"Quando c'erano i suoi vecchi, quel rovo non lo avrebbero lasciato crescere!", sentivo dire dalla gente che passava per strada accanto al mio terreno. 
Fu per questo che decisi di estirpare quell'arbusto vigoroso dal terreno che avevo sempre, per la verità, trascurato. 
Ma sentii una voce che, come nelle fiabe, sembrava provenire dal nulla, dirmi : "Non tagliare i miei rami, lascia che crescano rigogliosi, spuntino i loro fiorellini, e poi, in abbondanza le more che matureranno per te. Lo so che, da bambino, ne eri goloso, me lo dicevano sempre i miei nonni rovi. Avvinghierò inoltre i tralci dell'uva Sant'Anna nera, la proteggerò dal freddo, e vedrai che, dopo tanti anni, potrai gustare i suoi dolcissimi acini. Quelli che, quando eri bambino, la tua nonna coglieva maturi apposta per te. Ad autunno inoltrato potrai poi tagliare i miei rami spinosi. Le mie radici sono forti, e, la primavera prossima rinascerò!". 


Così ho fatto, tralasciando di dare peso ai commenti di chi passava. Ora,le more iniziano a divenire mature, ed io, impaziente, comincio a gustare le prime che anneriscono. I vecchi tralci, dopo anni di acciacchi, hanno ripreso ad ammantarsi di grappoli che, sia pure in ritardo rispetto ai "vecchi tempi", stanno maturando sotto il sole limpido e cocente di agosto. Quando poi i primi freddi, le prime foglie ingiallite, daranno il segnale del declino dell'autunno, taglierò alla base i rami irti di spine del rovo. Perchè possano, la primavera seguente, come l'araba fenice, rinascere rigogliosi.

54 commenti:

Betty ha detto...

Che meraviglia Costantino... hai fatto bene ad ascoltare la vocina che parlava al tuo cuore.
Un caro saluto e buona domenica

il monticiano ha detto...

Una bella lezione per gli umani, la natura con le sue piante, i suoi alberi, i suoi rovi ci dice come dobbiamo comportarci con loro.
Un salutone,
aldo.

Grazia ha detto...

Hai fatto benissimo: le more sono futti umili ma pieni di sapore: ottimi per marmellate che avranno anche il gusto della nostalgia!

clau ha detto...

Sono d' accordo con Betty , è stata la scelta giusta ed ora comincia a dare i suoi dolcissimi frutti! E poi che belli i rovi , che buone le more e che essere meraviglioso Madre Natura!!!

Il calesse ha detto...

Non posso che ammirare le tue bellissime foto e la tua saggia decisione.
Ciao caro Costantino,ti auguro una gioiosa domenica.
Luci@

chicchina ha detto...

Sono così buone,come si fa a rinunciare?Prepara delle buone granite,da offrire magari ai vicini impiccioni,la natura è bella anche un po selvaggia e libera.Ciao Costantino,seguire sempre la voce del cuore.

Felinità ha detto...

anche i denigrati rovi hanno un loro perchè ... miao

Carolina ha detto...

Ancora una volta, parole belle e anche storia poetica. Sei un gran scrittore di storie conmovente...
Possiamo sempre rinascere, come una fenice.
Abbracci, buona domenica.

Rosa ha detto...

ciao Costantino,bellissimo post, emozionante, tante volte bisogna ascoltare le vocine che vengono dal nostro cuore, sono contenta per te,per i risultati ottenuti, anche a me piacciono le more, le raccoglievo sempre a casa di mio papa',ciao grazie buona domenica rosa.)

Mirta Luce nel cuore ha detto...

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║✿ Buona domenica!!!!!!✿
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Adriano Maini ha detto...

Quando l'amore per la natura selvaggia dona in premio sapori gustosi!

Arianna ha detto...

Ottima scelta...poi belli i grappoli multicolore! Ciao, Arianna

Giuseppe ha detto...

Anche l'uva non è certo da buttare ma
quando la mora del rovo raggiunge la sua maturazione è una delizia (a quanto pare non per tutti).

Silvia ha detto...

La gente ha sempre qualcosa da dire su tutto, hai fatto bene a dare retta alla tua vocina!

Costantino ha detto...

Appena tornato da una gita-lampo nel cuneese, a Villar San Costanzo ( a vedere i "cici"), e a Vernante, con i suoi murales dedicati alla storia di Pinocchio,trovo i vostri bellissimi commenti di cui sono orgoglioso e un pochino commosso.
le foto sono quelle autentiche dei protagonisti, rovo e vite,con il grado di maturazione raggiunto qualche giorno fa.
E la "voce", che mi ha fatto scrivere di getto le poche righe e scattare le foto, comincio a pensare non fosse del rovo, o dei miei cari che curarono questo lembo di terra, o della natura, ma
del mio modo, umile e contadino, di "sentire", con qualche pregio e tanti difetti.

Anto ha detto...

I rovi di more sono un regalo che la natura ci fa. Sono un po' come la vita: le more più grosse e dolci, raramente si fanno cogliere senza pagare il pegno di un buco di spina.
Che soddisfazione però, sorridere soddisfatti con la bocca e le mani viola...

Bravo Costantino e brava anche la vocina... Ciao Antonella

Sara ha detto...

comunque se chi passa si facesse i vasi suoi!

Alessandra ha detto...

Anch'io ho un cespuglio di more nel mio giardino. E' lì da sempre...
Hai preso una decisione giusta e l'arbusto ti ripaga con i suoi frutti!

Tomaso ha detto...

Caro Costantino eccomi in ritardo. Ma come si dice! è meglio tardi che mai:) veramente bello questo post, ci fa ammirare il tuo bel giardino.
Ciao e buona settimana, amico.
Tomaso

giordan ha detto...

Carissimo Costantino, hai fatto un gesto profondo. i "sapiens-sapiens" hanno un concetto strano di "ordine" e per tale ragione non abbiamo più foreste, ma piantagioni e non abbiamo più boschi ma "ambienti cedui" per legname. I rovi sono a prescindere qualcosa di demoniaco, ma sono vita e rifugio per moltissimi esseri viventi utili all'ecosistema, ai micro clima.
sono anche molto belli e particolari per chi li sa guardare e capire. Chi vede solo ortiche o arbusti pungiformi, è molto lontano da quel mondo che lo ha generato.

un abbraccio
giordan

Gianna Ferri ha detto...

Bisognerebbe sempre ascoltare le "nostre vocine" per non avere rimpianti...

Paola Bacci ha detto...

Leggerti è sempre un piacere! Complimenti per il bellissimo post, un abbraccio

Lufantasygioie ha detto...

ascoltare sempre l'istinto,è infallibile!
lu

bilibina ha detto...

Ciao Costantino, che buone le more, ne sono golosa anch'io...ricordo che da bambina mi graffiavo tutte le braccia per raccoglierle..
Buona giornata!
Carmen

bilibina ha detto...

Ciao Costantino, che buone le more, ne sono golosa anch'io...ricordo che da bambina mi graffiavo tutte le braccia per raccoglierle..
Buona giornata!
Carmen

Pupottina ha detto...

che bei tralci in crescita ;-)

Gabry B ha detto...

Che bel racconto e che bel raccolto! Hai fatto la scelta giusta, ci hai creduto così la natura ti ha premiato generosamente.
Un caro saluto
Gabry

Magia da Inês ha detto...

彡♪♫°
Passei para uma visita
Belos cachos, parecem uvas!!!

°º✿♫ Boa continuação da semana!
°º✿ Beijinhos
º° ✿ °❤ Brasil ♫° ·.

nonno enio ha detto...

bei tempi quando da ragazzi si andava per le strade di campagna a "caccia" di more

Mª Carmen ha detto...

Preciosa imagen, el fruto me encanta, muy bien cuidado.Seguro que estarán excelente.Besitosssss.

ladynight ha detto...

La vocina...
un sorriso, a presto.

Mariella ha detto...

Grazie Costantino per questo bel tuffo nel passato.
I rovi, i graffi alle gambe.
Il profumo delle bacche.
Mi è quasi parso di risentirlo in bocca, il sapore delle more.

Marshall ha detto...

Il rovo sarà brutto a vedersi, ma il frutto è buonissimo! Hai fatto bene a non rinunciare a questa delizia!

EriKa Napoletano ha detto...

Che saporite le more!!! Bello vivere a contatto con la natura !
Un caro saluto.

Marina Fligueira ha detto...

¡Hola Costantino!!!

Nos dejas un estupendo post: Uyyyy esas moraaaasssss que me encantan y hace un montón de tiempo que no las veo! ¡Sólo en mermelada en el súper!

Y la uvas? Ay las uvas! Que deilicia.
Tienes una huerta preciosa que si, debes cuidar mucho, ya me gustaría vivir por ahí cerca!... No por nada, sino para robarte alguna mora y uvas.
Ha sido un placer pasar por tu casa.
Te dejo mi gratitud y mi estima siempre.
Un abrazo y se muy feliz.

Leovi ha detto...

Questa foto è come una bella poesia, molto bello quei uva!

Fabipasticcio ha detto...

Ciao Costantino!
Dopo un lungo periodo lontano dalla blogsfera, finalmente torno e leggerti è sempre una bella avventura! Foto e parole si abbracciano sempre magicamente.
Un caso saluto anche a Giada!
A rileggerci presto ♥

Lily Bets ha detto...

Ciao Cistantino,mi piacerebbe avere un rovo cosi' bello e ricco di frutti ! Il prossimo anno,vedremo! Grazie del tuo commento!

Tania ha detto...

Le tue parole sono come musica, come chi ha una dote naturale nel dipingere vedo con piacere la tua dote attraverso ciò che scrivi..sono passata a ricambiare con piacere la tua visita al mio piccolo blog Tania

rosy ha detto...

Mentre leggevo ho sentito sulle braccia un brivido. Hai fatto bene, i ricordi vanno salvati non solamente nel cuore, ma fino a che è possibile anche salvare le cose che ci legano ai ricordi vanno salvate.

grazie.

Buona settimana!

claude ha detto...

Mi ricordo quando ero un bambino in vacanza in campagna, abbiamo scelto maturo nelle siepi ai margini del sentiero. Possiamo fare in gelatina marmellata maturo per ci sono troppi difetti.

Fausta Pecchini ha detto...

io tutte le estati vado in cerca di more e uva per fare i budini di frutta e le marmellate ... fai bene ad aspettare l'inverno per potare i rovi, così le piante non sofriranno, perchè saranno addormentate e il prossimo anno potrai mangiarne ancora i suoi frutti, e lascia perdere le malelingue, sanno solo dare aria alla bocca perchè non hanno altro da fare

Sandra M. ha detto...

Come hai fatto bene! I rovi di more popolano anche i miei ricordi...che meraviglia!

Katya ha detto...

Sembra proprio un sincronismo parlare di more e di cespugli di rovo, in questi giorni così caldi ne ho raccolto un bel po andando su per i boschi in cerca di frescura e immergendomi nella natura. Bravo Costantino ad aver ascoltato la vocina dell'anima che suggerisce sempre il mistero della natura. Un abbraccio!

Suzane Weck ha detto...

Ola caro amigo,bem fizestes em escutar a voz da "fadinha".Ela é bem mais sábia que o provérbio das pessoas.As fotos das uva estão apetitosas.Meu abraço.SU

Costantino ha detto...

Grazie, un saluto a tutte/i!

'se fossi fuoco arderei il mondo' ha detto...

trovo che sia incantevole questo racconto..


e grazie perchè mi segue..
così ho scoperto il suo delizioso blog..

Carmine Volpe ha detto...

la vocina del cuore che modifica e valorizza il nostro comportamento

Pietro Brosio ha detto...

Magnifici ricordi immersi nella natura, bellissimo post!

Costantino ha detto...

Grazie per i Vostri commenti, buona domenica!

Anna Bernasconi ha detto...

Ci hai raccontato questa tua piccola storia come fosse una piccola fiaba nella realtà!

Jane ha detto...

Sapessi quante more ho mangiato questo estate nel mio giardino in Danimarca, ho fatto anche la marmellata . Secondo me hai fatto benissimo a non tagliarle, sono buonissime e sanissime piene di vitamine :-)

Sara... ha detto...

Son passata solo per un saluto!
:-)

red ha detto...

Permettimi di immaginare questo racconto accolto da orecchie che hanno tanta voglia di ascoltare e i dolci frutti che contiene raccolti da altre piccole mani..è così che la vita dovrebbe essere insegnata: con la logica ferrea e indiscutibile del cuore. Un grande abbraccio.