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venerdì 4 novembre 2016

Triora





Quand'ero bambino, mia nonna sul far della sera, usciva dalla nostra casa in mezzo al prato e si   dirigeva verso la bottega. Acquistava poche cose perché quelli erano ancora tempi di dignitosa
povertà.
Io la accompagnavo sempre, goloso del surrogato di cioccolato che mi comprava. Al ritorno, la aspettava, appena fuori al paese, il nostro gatto, che ci seguiva fino a casa.
"Una volta le donne che tenevano vicino un gatto venivano credute streghe ", lei diceva sempre, nel tragitto di ritorno verso casa.





Parole che mi sono venute in mente qualche giorno fa a Triora, il "paese delle streghe".


Un paese  piccolo  e  meraviglioso, noto per il celebre processo alle streghe avvenuto negli anni tra il 1587  e il 1589. Anni in cui la vita umana non valeva niente, e i più atroci supplizi venivano impunemente inflitti in nome dell'ortodossia  religiosa.




L'ho visitato tutto, questo borgo simbolo di oscuro passato.
E mi è balenata in mente una strana domanda.
Se un giorno lontano dovessi per caso transitare in Paradiso,vi troverei le (presunte) streghe o i loro spietati inquisitori?



venerdì 5 agosto 2016

Pontremoli, Sarzana e...l'importanza del sapere di latino.





 Pontremoli (MS)

 Pontremoli (MS)


Città appartata sotto i balzi della Cisa, Pontremoli sorprende per la sua bellezza. Medioevo e Rinascimento si fondono in architetture, monumenti, paesaggi, angoli palesi e talora nascosti. Di più, i negozi dal sapore antico apportano un tocco di splendore a questo borgo  della Lunigiana.
Quando mi è toccato ripartire, mi è dispiaciuto.


Pontremoli (MS)

Sarzana alterna monumenti antichi e moderni, chiese, statue, quadri, archi che interpretano la suggestione di una città di confine tra Liguria e Toscana.


Sarzana ( SP) Pieve di S. Andrea

Sarzana (SP) Porta Romana


"Quando farai lo spazzino, capirai l'importanza di sapere di latino!", pontificava con maligna loquela il mio austero e inflessibile professore delle lingue classiche.
Premesso che tutti i mestieri hanno pari dignità, non ho purtroppo mai avuto l'occasione di esercitare questa mansione che nel tempo è divenuta ambita e importante, a salvaguardia dell'ambiente e del decoro.



Ora però, tanti decenni dopo, visitando Luni, con il  Museo ed il Parco Archeologico, splendori di una città che fu importante porto romano prima di subire, proprio dal mare,  il saccheggio e la distruzione, mi accorgo comunque che quegli studi, quella preparazione classica, mi sono stati di decisivo aiuto per comprendere la bellezza delle vestigia rimaste, e per inquadrarle nella loro dimensione ed epoca storica.
Vestito idealmente da antico romano, ho potuto  immaginare gli intensi traffici d'allora, la cultura che permeava le opere e le costruzioni, il progresso repentinamente distrutto dai nuovi barbari invasori.


Luni (Ortonovo, SP); in lontananza, Nicola di Ortonovo (SP)


Luni, un luogo ricco di fascino e di storia che è importante visitare ed apprezzare. 

mercoledì 30 dicembre 2015

Capodanno al "Buco del Lupo"


C'ero andato parecchie volte da bambino con mio nonno Primo. A metà salita della collina, sovrastato da un arco di granito e protetto, più in alto, da un muraglione di sassi, c'era l'ingresso di una estesa galleria.
Qualcuno asseriva di averla percorsa per lungo tratto, prima di fermarsi di fronte ad una frana.
I vecchi dicevano che proseguiva per chilometri, in una ardita alternanza di discese e salite, fino alla Chiesa Parrocchiale di Santa Cristina.



Chiesa Parrocchiale di S. Cristina, Borgomanero (NO)

Altri, di più prudente eloquio, sostenevano che era solo una cavità dove refrigerare le vivande nei mesi d'estate.
Tutti chiamavano quell'ingresso il "Buco del Lupo".
Oggi non c'è più, chiuso dal crollo del muraglione (di cui rimane qualche traccia) e dall'intrico di rovi e robinie.



Su  quella collina ricca di storia, dove una volta c'erano un Castello ed una Chiesa dedicata alla Madonna, ora diroccati e ridotti a ruderi.



In quei luoghi dove signoreggiò il casato detto dei "Re Magi" e imperversavano i briganti "barbavari". Dove forse passò il "Caccetta", nobile spietato, protagonista di una vicenda simile a quella raccontata nei "Promessi Sposi".
Tanto che c'è chi sostiene che il  "Caccetta" fosse il vero Don Rodrigo, ed il servo "Da Martello", mio compaesano di secoli prima, il  fedele "Griso".
Di modo che quando al liceo ascoltavo annoiato ed assonnato i miei compagni che leggevano a turno alcuni passi del capolavoro di Manzoni, sognavo che la fatidica frase "Questo matrimonio non s'ha da fare !" l'avesse pronunciata uno del mio paese.


Ma queste sono altre storie.

sabato 27 aprile 2013

Vacciago

Percorrevano mano nella mano la cordamolla, la strada impervia e sinuosa che congiunge Ameno a Vacciago. Proseguivano verso il piazzale del Santuario e guardavano  il panorama incantato   delle montagne dalle nevi perenni e del Lago d'Orta che  rifletteva la magia dei loro sguardi innamorati.
Confidavano nel futuro, e toccavano il cielo e la felicità con un dito.

Vacciago è solo una frazione del comune di Ameno, ma racchiude tanta arte come una autentica città.
La Collezione Calderara, nella casa dove visse il pittore Antonio Calderara, ospita le opere di centotrentatre artisti italiani, europei, extraeuropei.
 

 
Il Santuario della Madonna della Bocciola, neoclassico, è reso inconfondibile dai maestosi e scenografici affreschi dipinti da Agostino Comerio tra il 1822 ed il 1824, che rappresentano, in trentasei pitture, episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento.

 
Storie,  speranze, amori possibili e no, quante volte sono passati di qui e si sono attardati a specchiarsi nell'onda fatata di quel lago che incombe, là sotto,  imparziale testimone del bello che c'è nei sentimenti e nel Mondo.