giovedì 7 ottobre 2021

"Gnisin" al Salone del Libro di Torino.

 Il mio "Gnisin - ricordi racconti e qualche leggenda", edito da Il Convivio Editore, al Salone Internazionale del Libro di Torino".

Per me un grande onore.

 



sabato 31 luglio 2021

Recensione su "Il Convivio"


 La bellissima recensione del mio libro "Gnisin" (Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia 2020) sul nuovo numero della rivista "Il Convivio", scritta dalla dott.ssa Enza Conti, che ringrazio di cuore.


 


 

Illustrazioni tratte da "Gnisin" (realizzate da Giada)


martedì 4 maggio 2021

Il corvo nero di Amsterdam


 

 

Sarà la sempre più incipiente vecchiaia, ma mi sveglio di soprassalto con un pensiero: ho girato tanto l'Italia, frequentando e scoprendo non solo località turisticamente note, ma anche luoghi più discreti e meno conosciuti. Conosco però molto poco, quasi nulla, delle città estere. Debbo provvedere a colmare, almeno in parte,  questa lacuna. Sono già ritornato, dopo parecchi decenni, nel Principato di Monaco, debbo aggiungere al più presto  (sono i primi di settembre) un'altra capitale.

E' l'anno Duemiladiciassette.

Contatto l'Agenzia Viaggi: c'è ancora un posto disponibile per  un week end ad Amsterdam,  già a metà mese.

L'Olanda è la nazione di Hieronymus Bosch, di Vincent Van Gogh, del grande arbitro di calcio Mario Van der Ende. Il volo aereo da Malpensa è breve e, depositato il leggero bagaglio in albergo, il nostro accompagnatore ci guida  verso il centro della città. C'è da fare attenzione alle biciclette, che sbucano veloci da ogni dove e, nello stesso tempo, prendere confidenza con una Amsterdam davvero unica e speciale.

La nostra visita è, nella sua brevità, intensa e frenetica. Tra il venerdì pomeriggio ed il lunedì mattina, il Palazzo Reale in piazza Dam, i canali percorsi in motoscafo, la Chiesa Vecchia, la Basilica di San Nicola, il Mercato dei Fiori, il Museo Van Gogh, il Rijksmuseum, la casa di Anna Frank, e tanto altro ancora irrompono nel nostro personale Patrimonio della Conoscenza e dell'Emozione.

Il lunedì pomeriggio, appena prima del ritorno previsto per la serata, la stanchezza mi induce a non seguire la compagnia e a sedermi su una panca di un grande parco pubblico. Comincio a leggere il libro che mi ero portato da casa quando, all'altra estremità della panchina si accomoda, con naturalezza e senza paura, uno stupendo e ben pasciuto corvo nero.  Rimane lì immobile e impavido fino a quando decido di scattagli una fotografia. Si allontana allora di qualche metro, ma non si sottrae all'obiettivo.

Perché anche lui è consapevole di essere, a pieno titolo e diritto, Amsterdam!  


 

martedì 23 febbraio 2021

martedì 9 febbraio 2021

Gnisin


 

Gnisin, ricordi, racconti e qualche leggenda (Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia 2020).

Testi di Costantino Ottone

Illustrazioni di Giada Ottone

Presntazione di Gianni Cometti


Ecco, qui di seguito, la bella recensione inviatami dallo scrittore Bruno Alberganti, che ringrazio vivamente. 

 

 "Un bellissimo libro, dove ci si trova immersi in luoghi, paesaggi, leggende, curiosità, sentimenti e quant’altro.

Viene messa in risalto pure la vita contadina di qualche decennio addietro che, le generazioni odierne non potrebbero mai comprendere.
I più vivi complimenti pure alla figlia Giada, che ha saputo illustrare nel migliore dei modi e con la sua indiscussa bravura ogni racconto.
Come giustamente viene presentato, è un libro che si legge tutto d’un fiato, dal momento che sarebbe un peccato interromperlo.

- Quanti ricordi della fanciullezza si colgono ne: “Il paese che mi sembrava in capo al mondo”. Una stupenda giornata trascorsa ad Armeno, un paese così vicino, ma allora…così lontano. Come potrà sembrare inconcepibile ai giovani d’oggi, il dover raccogliere in un secchio tutto quel “ben di Dio” che il cavallo evacuava lungo la strada. 

- Quel “stammi vicino”, pronunciato dalla nonna Sèta, a Costantino, consapevole del suo ultimo giorno di vita terrena.

- Il toccante ricordo di nonno Pietro, con la conferma ritardata della pensione accettata, della quale non potrà mai godere per essere passato a miglior vita ma che… forse Gesù Bambino, avrebbe potuto fargliela recapitare, così da potersi godere la ‘scicala’, il quartino e il tabarro caldo. Inoltre la piccola scultura in legno raffigurante ‘San Pietro’, destinata a percorrere la via dei posteri, quale donazione.

- Ricordi di mestieri ormai scomparsi come lo ‘Strascee’ e la ‘Strasciata”.

- Quelle belle giornate trascorse a Nizza, con tutte le novità vista dagli occhi di un bambino, tramite l’accompagnatore ‘Gnisin’. 

- Quante fatiche dall’alba e al sopraggiungere del buio, nel percorrere diversi chilometri, con il carro trainato da due mucche, per raccogliere tutto quanto si poteva trovare nel bosco della Torba.

- La scoperta del bambino Costantino, di cibi fino ad allora a lui sconosciuti, presso un ristorante sopra la città di Varese e l’impazienza di ritornare a casa per raccontare tutto alla nonna."

 Bruno Alberganti

giovedì 14 gennaio 2021

Roma


 

Si sposarono nell'Italia, ancora povera, del 1950. Nonostante i tempi difficili, profittarono dei viaggi organizzati a prezzo accessibile, in occasione dell'Anno Santo, e realizzarono il sogno del viaggio di nozze a Roma. Una fortuna, per quei tempi ancora troppo vicini alla fine della guerra. 

L'anno seguente nacque, nella stalla (ma le similitudini finiscono assolutamente qui) Costantino.

Quel Costantino ero io  ed ero nato molto prematuro. Ero un esserino minuscolo ed i dottori erano molto negativi sulla mia possibilità di campare, ma, contro tante previsioni, sopravvissi. Forse perché piuttosto presto rifiutai decisamente il latte in favore del "pane e salame". Rimasi però piccolino e minuscolo  per anni. Lo dimostra la foto ricordo della quinta elementare: ero senza dubbio il più basso di statura e magrolino, rispetto a tutti, maschietti e femminucce. Cominciai poi a crescere e a recuperare il tempo perduto.


 

Sarà stato per quel viaggio di nozze a Roma, in epoca lontana,  dei miei genitori, ma di sicuro la Città Eterna è la meta turistica che più ho praticato. Svariati i motivi: scuola, lavoro, punto di partenza per altre mete, premiazioni di concorsi di pittura per conto di Giada, amicizie di lunga data, desiderio di conoscere arte e storia.

La prima volta fu con la gita della quarta ginnasio, ricca di un intenso programma di visite a tutti i monumenti ed i luoghi più significativi. Ammirai un compendio di storia religiosa, civile, militare, e soprattutto artistica. Fu la materializzazione, gioiosa ed entusiasmante, di quanto avevo visto soltanto sui libri. All'uscita (quella sbagliata) da una delle tante basiliche,  mi accorsi di essermi perso.

Si avvide della mia espressione smarrita un vigile che, avendo notato poco prima un autobus targato Novara, mi accompagnò, paterno e premuroso, a raggiungerlo all'ultimo istante prima della ripartenza.

L'ultima visita risale al dicembre 2019: una cena con gli amici, una escursione in treno fino a Benevento e soprattutto il ritiro, in Campidoglio, per conto di Giada, del Premio Nazionale Giuseppe Gioacchino Belli, XXXI edizione, sezione Arti Figurative. Giada ha vinto con l'opera "Gli Amici".

Tornerò ancora a Roma ? Mi auguro, e spero vivamente, che il mio desiderio si avveri. 


 

Gli amici

Giada Ottone

mercoledì 9 dicembre 2020

La lezione del castagno


 

Il CALENDARIO DELL'AVVENTO  proposto da Sciarada del blog  "Anima Mundi"è giunto quest'anno alla settima edizione.

Ecco il mio contributo.



Nel terreno dietro casa, mio padre coltivava il vivaio delle barbatelle, le talee della vite. La parte più a nord era la meno fertile: qui venne posto a dimora un castagno che, di anno in anno, divenne imponente e maestoso, tanto da produrre molti ricci, che ad autunno inoltrato cadevano a terra, liberando i prelibati frutti.

Alcuni anni fa, attaccato duramente dalla malattia, l'albero dovette combattere una durissima battaglia per la propria esistenza. Di autunno in autunno il tronco ed i rami non sopravvivevano ma, infaticabile, un nuovo virgulto spuntava e diveniva pianta. I frutti erano pochi, però sempre, nella giusta stagione, divenivano maturi.

 


 

Ora che l'epidemia che ha colpito questa specie è cessata, un nuovo albero è cresciuto e, di stagione in stagione, irrobustito, ed il raccolto è tornato discretamente abbondante.

Per  precauzione, sempre una nuova piantina spunta dalle radici, pronta a perpetuare, se necessario, quella preziosa specie.

In me rimane, peraltro, l' amaro rimpianto di quel vecchio albero piantato da mio papà,  e di quei ricci pungenti, dai quali, con attenzione, estraevo le castagne, con la gioia spensierata della mia gioventù.

Domani la nuova finestra verrà aperta da Negus, del blog "Ad nutum " .

 

La castagnata

di Giada Ottone


Buone feste a  tutte/i !!!


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