giovedì 29 novembre 2012

Un mio post su "La casa yemenita"

Amiche ed amici bloggers, vi invito, se vi fa piacere,a visitare il blog collettivo "La casa yemenita", dove ho appena pubblicato un mio post.
Non tragga in inganno il titolo (" Mi sia consentito il dire" ). Si tratta di un piccolo acquerello, scritto anzichè dipinto, di un tempo solo apparentemente lontano.
E del ricordo di una persona che mi ha aiutato a diventare grande.
Giorno per giorno.

Attendo i vostri commenti direttamente su La casa yemenita.

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martedì 6 novembre 2012

Dove il Cervino tocca il cielo con un dito


Da Tasch,con il treno navetta, si perviene in pochi minuti a Zermatt.
Da qui, in funicolare, è un attimo arrivare al Sunnega Paradise (2288 metri slm), luogo d'incanto e di fiaba.
Posto migliore non c'è per scrutare, ammirati, il Cervino,montagna unica per forma e per fascino. 



Questa foto l'ho scattata a Zermatt durante la celeberrima Parata di Ferragosto, paradigma fedele della Svizzera di ieri e di oggi.
Al termine della sfilata, passano i pompieri con l'equipaggiamento di una volta.
E, tra l'ilarità generale, innaffiano gioiosamente, con le pompe in dotazione, la gente che assiste alla Parata dai balconi e dalle finestre.

sabato 6 ottobre 2012

Quasi in vetta al Mottarone...




Il Mottarone (metri 1492 slm),è stazione di villeggiatura estiva e sciistica invernale. Dalla sommità si scorgono sei laghi: Comabbio, Maggiore, Mergozzo, Monate, Orta, Varese.
Quasi  in  vetta al Mottarone, un Monumento "speciale" ricorda i due campioni di ciclismo di Borgomanero. C'ero anch'io, quel giorno, tra gli invitati, all'inaugurazione.


Pasqualino Fornara fu il degno vincitore, fra l'altro, di ben quattro edizioni del Giro di Svizzera e  di un Tour di Romandia. Indossò spesso la maglia rosa al Giro d'Italia.
Studente di quarta ginnasio, andai ad intervistarlo per "Ciao", il giornalino della classe. Mi accolse con grande cordialità, rispondendo puntualmente alle domande che gli rivolgevo, mentre sua moglie, gentilissima, mi preparava uno squisito thè coi biscotti.
Per me, un ricordo che mi accompagna ancora  oggi..


Domenico Piemontesi, il "Ciclone", fu terzo ai primi mondiali di ciclismo, nel  '27 ad Adenau, dietro Binda e Girardengo, davanti a Belloni, in un trionfo epico per i colori italiani.
Tantissime vittorie, fra cui un Giro di Lombardia e dodici tappe al Giro d'Italia  (con un secondo posto finale e tanti giorni in maglia rosa).
Se vi capita di sentire, o di pronunciare la frase "O la va o la spacca", sappiate che quel motto lo coniò lui, riferito alla bicicletta che voleva molto leggera rispetto alla possente corporatura.
Non incline al compromesso, fu persona di grande generosità.

Ma, per il bimbetto Costantino, era, semplicemente, l'affettuosissimo zio "Nini".

giovedì 13 settembre 2012

"La generazione che non perdona", di Stefano Terra

Quando, nel novembre 2010, diedi vita, con la preziosa collaborazione "tecnica" di Giada, a questo mio piccolo spazio/blog, non ebbi dubbi sul primo post , che fu "Stefano Terra, La fortezza del Kalimegdan",
un tentativo di commento del libro bellissimo di uno scrittore piuttosto dimenticato, ingiustamente.

"La generazione che non perdona" è il resoconto, attraverso la narrazione di un attentato antifascista, di una generazione nata a cavallo della prima guerra mondiale ed inevitabilmente proiettata (e condizionata) verso il secondo, terribile conflitto.
Non senza un accenno preciso, al graduale venir meno, ritrovata la pace, di quegli ideali che avevano accompagnato l'autore  per tutta la gioventù.

Stefano Terra, "avventuriero timido", fu  grande corrispondente dai Balcani e dal Medio Oriente.
"Liquidavo - dice di sè -ogni giorno la mia vita con un pezzo telefonato agli stenografi".

Il volume che ho io è del 1979, edito nei tascabili Bompiani, al costo, allora, di 2000 lire. 171 pagine.
E' scritto in piccolo, ed è più complesso de "La fortezza del Kalimegdan" e di "Alessandra", ma, se lo trovate in questa o altra edizione, leggetelo, ne vale decisamente la pena.

mercoledì 15 agosto 2012

Madonna della Neve

 
 Ciclo di affreschi
 Madonna della Neve - Cureggio

Quante chiesette dedicate alla Madonna della Neve sono disseminate in Italia?
Inutile chiedere quale sia la più bella, per ognuno è quella del proprio paese.

  
Ciclo di affreschi
Madonna della Neve - Cureggio

Alla " Madonna della Neve", si recò la  mia nonna "Seta" a pregare, nel '35, quando suo figlio Costantino, mio zio, partì per l'Abissinia a fare il camionista.
E, l'anno dopo, a piangere disperata, appena  seppe che non sarebbe mai più tornato.
Venne ancora qui, nel '40, quando l'altro figlio Gaudenzio, mio padre, fu mandato in guerra sul fronte francese.
E a ringraziare quando, almeno lui, fece ritorno a casa sano e salvo.   

Madonna della Neve - Cureggio

Ed il gracile Costantino, negli anni '50, a maggio di ogni anno, andava nel bosco lungo il Sizzone a raccogliere in un mazzetto mughetti e "grantamasc" per deporlo poi accanto alla piccola lapide che ricordava quel suo zio che si chiamava come lui ma non aveva mai potuto conoscere.

Attorno, nei campi, ciascuno coltivava il suo spicchio di terreno.


Chiesa della Madonna della Neve, Cureggio, frazione Marzalesco.
Edificata probabilmente nella prima metà del sec.XI, più volte, anche pesantemente, rimaneggiata.
All'interno, affreschi del '500, restaurati negli anni 1996/99 (v. Giada Ottone, Restauri e simboli di religiosità popolare" in "Storia religiosa di Cureggio nei secoli e aspetti di religiosità cureggese nel secondo novecento",  AA.VV. Novara, 2007)




giovedì 9 agosto 2012

Grazie Tiziano!



Mi è arrivato il magnifico dono di Tiziano, uno stupendo acquerello, in occasione del compleanno del suo blog.
Rinnovo il mio ringraziamento a Tiziano, e la mia ammirazione per la sua arte!
Ed invito tutti a visitare il  suo blog

giovedì 5 luglio 2012

Finalmente in Sicilia!


Sull'argomento ha scritto un libro avvincente il grande Tiziano Terzani: "Un indovino mi disse".
La mia storia è un po' simile: da bambino, una veggente, alla quale mi ero rifiutato di dare l'unica monetina che avevo, mi intimò: "Non salire mai in aeroplano prima di aver compiuto sessant'anni!".
Per scaramanzia non ho mai viaggiato in aereo, ma ora, passata l'età, eccomi partire da Malpensa ed atterrare dolcemente, sano e salvo, a Catania Fontanarossa.

Catania

Catania, il Duomo

Il centro Etneo, con il Duomo barocco, la statua dell'Elefantino, il Teatro Bellini ed il monumento al grande musicista, conquista il mio interesse e la mia innata curiosità.

Acitrezza (CT)

Ad Acitrezza, i Faraglioni dominano un mare d'incanto che incombe limpido e ammantato di tante sfumature di azzurro.

A Villa Fortuna (Acitrezza) con Francesca


Nella Villa Fortuna, incontro la splendida e gentilissima Francesca che espone le stupende creazioni ammirate sul suo blog Nonsolocreazioni
Prima di partire Francesca mi consegna un regalo per Giada (che ha gradito moltissimo), un piccolo grande capolavoro frutto della sua abilità e della sua fantasia.


Castiglione di Sicilia (CT)
Castello di Lauria

A Castiglione di Sicilia mi conquista l'imponente scenario del Castello di Lauria.

 Ingresso del Castello

Qui si svolge la premiazione del concorso "Pensieri in Versi" organizzato dall'Accademia Internazionale "Il Convivio".


A me l'onore di ritirare il prestigioso premio vinto da Giada per la sezione "Arti Figurative".


Poco distante non passa inosservata la bellezza barocca della Basilica della Madonna Catena.
 Le Gole dell'Alcantara
Motta Camastra (ME)

Un'ultima emozione: raggiungo in bicicletta le Gole dell'Alcantara, geniale opera di quella insuperata artista che è la Natura.
Uno spettacolo così bello, un'emozione così possente, da valere la pena di affrontare sulla via del ritorno, col caldo del primo giorno di luglio, più di dieci chilometri di impegnativa salita.