mercoledì 13 giugno 2012

Marzabotto, il grido silenzioso della Memoria


Sull'Appennino bolognese, Marzabotto ha grande interesse storico-archeologico.Una vasta area racchiude i resti di una città etrusca ed il Museo , meta di studenti e di ogni altro viandante.

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Il Sacrario è la testimonianza indelebile della strage perpetrata dalle truppe naziste tra il 29 settembre ed il 5 ottobre 1944, terribile crimine di guerra.
Ho udito, nel silenzio di una mattinata grigia e piovosa, il grido dei tanti bambini uccisi.
Bimbi cui era stata tolto il diritto di crescere. coltivare affetti, realizzare sogni colorati come la primavera.
Ho udito il grido, ma di più la preghiera, del prete di allora, trovato ucciso sepolto nella neve.
Colpendo la testa, gli aguzzini miravano ad eliminare  la ragione, l'intelligenza umana, la capacità di giudizio, l'anelito di libertà.
Ho udito distintamente l'urlo silenzioso di tanta gente, che ora riposa qui.
Ma ho percepito anche, chiaramente, la scansione silenziosa di parole nobili di perdono e di fiducia che non debba succedere, tutto questo, mai più.
Anche se non è facile, nè tantomeno obbligatorio pronunciare la parola perdono di fronte alla ferocia di un crimine sul quale la storia non può, nè deve, nutrire dubbi.

mercoledì 23 maggio 2012

Il giocatore di calcio balilla


Ciascuno ha il dono di un'attitudine, di un talento. Lui sapeva giocare divinamente bene a calcio balilla.
Taciturno e timido, si trasformava nella competizione divenendo aggressivo, loquace, impertinente.
Incomparabile con la mediana, valido attaccante, sacrificava molte sere ed interi giorni di festa degli anni più belli in epiche partite, interminabili tornei di paese.
Vinceva sempre.
Il suo compagno di difesa era l'opposto, non si scomponeva mai. Si limitava ad esclamare "gioco, partita, incontro" ogni volta che vincevano.
Una frase mutuata da un noto telecronista di tennis degli anni sessanta.
Ero bravino anch'io, in qualche rara partita al bar o all'oratorio, le nostre sfide finivano sempre in parità:  quando uno era avanti nel punteggio, aspettava l'altro, per amicizia.
Vincitore di coppe, medaglie, trofei, targhe, lo vidi ad un ultimo torneo all'aperto, nel viale alberato della scuola  il 16 agosto del '76.
Ci ero andato con lo stesso spirito di chi si siede su una panca della stazione  a scrutare se scende dal treno una persona che non si vede da tanto tempo. Lui comunque arrivò. Giocò senza il suo difensore, ammalatosi di un male inguaribile, la malinconia.
Finì al secondo posto, vinse la coppa messa in palio dal distributore di benzina del paese.
Non  per la  bravura di  una volta, ma soltanto perchè gli avversari si erano distratti a guardare il volto della ragazza che giocava insieme a lui.
Qualcosa era cambiato. 

lunedì 14 maggio 2012

Giada premiata a Novara


Mia figlia Giada ha vinto il primo premio della giuria popolare al concorso "Novara art prize 2012".
Un grazie da parte sua ai visitatori della mostra ed ai visitatori "on line" che hanno votato per lei.

lunedì 30 aprile 2012

Il sapore "dolce" di Gorgonzola

Non è luogo turistico per eccellenza.
Qui non si fermano la domenica pullman di vocianti pensionati in gita, ai quali mi sento affine se non altro per anagrafe.
Però, chi vi  giunge  non può non ammirare lo scorrere lemme delle acque del Naviglio della Martesana.
Soffermarsi qualche momento nella Parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio  e, a fianco, dare uno sguardo ai bei dipinti di Domenico Pozzi nel Mausoleo Serbelloni.
Senza dimenticare l'antico Santuario della Madonna dell'Aiuto.


Tipico di Gorgonzola è lo stracchino, il formaggio anticamente prodotto col latte delle mucche stanche (da qui il nome), perchè arrivate, nel tardo autunno, dalle valli bergamasche.

Materia del contendere è se il gorgonzola sia nato qui, oppure a Novara.
Da novarese dovrei propendere per quest'ultima tesi, ma, abitando nel lembo nord della provincia, mi dichiaro poco interessato alla questione. Mi limito a ricordare, con grande affetto, quanto piacesse questo delizioso formaggio ad alcune persone a me particolarmente care.

Si arriva comodamente in questa località, in metropolitana, partendo da Milano.

domenica 22 aprile 2012

Novara art prize 2012


Con questa opera mia figlia GIADA OTTONE partecipa
alla mostra-concorso "Novara art prize 2012".
I visitatori della mostra hanno la possibilità di votare i loro artisti preferiti, sia presso la sede espositiva, sia online tramite e-mail.
 
www.lariseria.it
[votazione chiusa in data 30 aprile]

venerdì 20 aprile 2012

Ricevuto da Lufantasygioie


Non è una meraviglia?
L'ho ricevuto da LU, che ringrazio moltissimo, e l'ho subito dato a mia figlia che lo ha trovato stupendo!
Grazie!!!

martedì 3 aprile 2012

La partita di calcio e la maestà dei platani

Quando i miei zii si trasferirono nell'appartamento nuovo, fui tra i primi ad essere invitato.
Una domenica mattina arrivai con la mia bicicletta.Salii,per la prima volta in vita mia, in ascensore e, a mezzogiorno in punto, suonai il campanello.
Lei aveva preparato la pastasciutta ed il dolce. Lui era tornato apposta alle undici per cucinare lo stufato. Il vino era quello, un po' aspro, di mio padre. Rifiutai soltanto la frutta, perchè non volevo far vedere a nessuno, neppure a loro che mi volevano bene, di non essere capace, di campagna com'ero, a sbucciarla con forchetta e coltello.
Alle due e mezza, la sorpresa: il loro balcone si affacciava proprio sullo stadio di calcio. Fu così che, da quella postazione, seguii, per diversi anni, le partite. Con qualunque tempo, in ogni stagione, vidi sfide emozionanti, bel gioco, reti spettacolari, attacchi e difese, fra applausi e contestazioni.

Tra il balcone e lo stadio si frapponevano tre maestosi alberi di platano. Da aprile, lo spuntare vigoroso del fogliame  mi toglieva la visuale di una parte del campo di gioco.
Anzichè indispettirmi, lo consideravo il giusto scotto per me che non pagavo, nè potevo, il biglietto. Imparai così ad interpretare quello spicchio nascosto di partita dalle grida della gente e dai fischi dell'arbitro.

Con più fascino ed un pizzico di mistero.

E' tanto che lo stadio è stato spostato in periferia, e la mia squadra non la seguo più.
Però "quelle"  piante, imperterrite, sono ancora lì.