venerdì 30 dicembre 2011

Nel cuore della Lomellina

La Lomellina non è solo agricoltura e coltivazione del riso, è anche grande arte.

Erano anni che contavo di visitare Lomello, ma era una meta troppo vicina per una gita da pianificare.
Non tanto, però, da "far che prendere e andare".
Andarci, col passare del tempo, era divenuto un piccolo sogno, che finalmente ho reso concreto.



Un sabato pomeriggio piovigginoso di fine settembre sono partito con la mia vecchia "Punto" e, poco più di un'ora dopo, già parcheggiavo, come è mio solito, all'ingresso del paese.
Ho dato uno sguardo alla Chiesa di san Michele (XII sec.) ed al Castello, sede del Municipio.

Mi sono incamminato verso il Battistero di San Giovanni ad Fontes ed ho ammirato con la gioia e la meraviglia di un bambino questo stupendo edificio a forma di ottagono, impreziosito dall'originario fonte battesimale, del VII/VIII secolo.
Sono entrato, poi, all'interno della maestosa Basilica di Santa Maria Maggiore, a tre navate,in stile romanico-lombardo, con i resti di una cripta molto antica.
La mia è stata una permanenza molto breve, ma me ne sono tornato a casa consapevole di avere speso bene il mio tempo, aggiungendo un altro tassello al mondo variegato dei miei ricordi.
Senza andare lontano.

venerdì 16 dicembre 2011

Se potessi tornare indietro...

Un altro anno è quasi passato,e cominciano a diventare tanti!
Ah!,se potessi...


Se potessi tornare indietro
avrei la vista di una lince
e l'inquietudine di me bambino.

Se potessi tornare indietro
avrei i capelli lunghi
e gli occhi azzurri dei miei vent'anni.

Se potessi tornare indietro
farei contento mio padre
e sarei un (inutile) uomo famoso.

Se potessi tornare indietro
mi fermerei alle Tremiti,nel '79
a guardare il futuro al di là del mare.


Ma come si fa a tornare indietro?
Ed allora tantissimi auguri di
BUON NATALE e BUON ANNO NUOVO
agli amici  che passeranno da questo  blog!

lunedì 28 novembre 2011

Marradi, l'altra Toscana

Marradi (FI)

 La Toscana non è soltanto cupole e dipinti angelici.
E' anche Marradi, nel Mugello, sull'Appennino toscano ma di confine con la Romagna.
Ci sono da vedere le tavole del Maestro di Marradi, in San Lorenzo, il campanile della Badia di Santa Reparata, il piccolo,  raccolto Teatro degli Animosi.
Si può salire, in ideale compagnia, con san Pier Damiani, fino all'eremo di Gamogna.

Scarperia (FI)

Non lontano, Scarperia, è località più consona alla Toscana classica. 
Nel trecentesco Palazzo dei Vicari, un piccolo gioiello è il Museo dei ferri taglienti. Ma spiccano anche la Pieve di Sant'Agata, la Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo,  la Cappella della Madonna di Piazza.
 
 
Sarà stato per la compagnia, per l'echeggiare dei "Canti Orfici" di Dino Campana, o perchè, al tramonto, sbaraccate le bancarelle della Sagra della Castagna, di Marradi si sarebbe impadronita la quiete. Sarà stato per questo, se mi è venuta la tentazione di rimanere lì, accanto alle rive del Lamone lambite dai boschi, ad assecondare il tranquillo scorrere del ritmo della vita.
Sconfinando a volte, magari, in Romagna, fino alla vicina, imponente, Rocca di Brisighella.

giovedì 24 novembre 2011

Un mio nuovo post su "La casa yemenita"

Cari amici, ho pubblicato sul blog collettivo "La casa yemenita" il mio post intitolato "Il bello dell'Italia per John Grisham".
Trattandosi di uno scritto diverso per argomento rispetto a quelli che pubblico abitualmente mi farebbe piacere se vorrete passare a leggere cliccando QUI, e lasciare direttamente su "La casa yemenita" il vostro commento.

martedì 8 novembre 2011

Mio padre e il ragioniere

C'erano poche comodità. D'inverno si stava al caldo nella stalla, nella bella stagione ci si lavava nelle rogge. Io, minuscolo com'ero, avevo un vantaggio, occorreva poca acqua per me.
Mio papà Gaudenzio coltivava barbatelle, le talee della vite.
Il ragioniere faceva l'assicuratore, veniva una volta all'anno dalla città, con la sua millecento, a riscuotere la polizza incendio.
Per noi era una festa, e lui si fermava volentieri a cena.
Risotto, quello buono con i fagioli, preparato dalla mia nonna, salami della duja, una fetta di gorgonzola, corniole e pere del nostro giardino.
Una bottiglia di Greco bianco, della collina dei Dinuni, sopra la frazione Balchi.



Brava persona, esperto di infinite cose, il ragioniere aveva molta influenza su mio padre, soltanto lui poteva convincerlo a comperare gli strumenti della modernità.
Era il mio alleato.
Nel '56 lo invogliò ad acquistare l'automobile, una giardinetta belvedere.
L'anno dopo, la televisione: "Gaudenzio, è un sacrificio per te. Ma aiuterà il tuo bimbo, che comincia le elementari, a riuscire negli studi. Me lo vedo studiare legge, diventerà, forse un giorno, qualcuno...".
Poi i servizi igienici in casa.
"Sì, è una comodità, ma ogni volta mi costerà almeno una lira", tentò una difesa mio papà.


Avevo sedici anni quando il ragioniere prese commiato, andava in pensione.
"Venite a trovarmi, vi offrirò il caffè del bar. E tu, Costantino, studia!".

A ventitrè anni mi laureai in legge. Il mio svagato modo di essere mi impedì di festeggiare. Però mi venne in mente, con un non percepito sorriso, che una missione era compiuta.
Ma erano, ormai, gli anni settanta.
E la televisione, spesso, la spegnevamo annoiati.

venerdì 4 novembre 2011

Un premio da "L'angolo di Malù"

Avevo partecipato al concorso indetto da Malù sul blog "L'angolo di Malù".
Essendo risultato uno dei vincitori, vi mostro i bellissimi premi che Malù mi ha inviato, con un pensiero molto gentile anche per Giada.





Grazie Malù per i premi inviati, molto belli e molto graditi.

venerdì 21 ottobre 2011

La Valcuvia ed il "Pretore di Cuvio"

E' piacevole dedicare una giornata di sole alla bellezza difficile della Valcuvia.
Partiti da Casalzuigno, dopo una visita alla cinquecentesca Villa Della Porta-Bozzolo, lambita Arcumeggia, borgo dipinto, raggiunto Cuveglio, ci si trova, sorpresi, tra il verde intenso ed il profumo selvatico dei boschi.
Una meta è Cuvio, il capoluogo.

La seicentesca chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il coevo Palazzo Cotta-Litta-Arese (con il grande scalone), il Parco, le strette viuzze, i vecchi palazzi: come non poteva trarvi ispirazione Piero Chiara?
Cuvio, paese tranquillo e poco abitato, non credo sia mai stato sede di una pretura.
Ma era lo scenario adatto perchè il grande narratore di Luino vi ambientasse una delle sue belle vicende.


Comprai Il Pretore di Cuvio nel 1973, appena edito da Mondadori.
Mi attraeva il dipinto di sovracoperta di Franco Gentilini, Adamo ed Eva, di cui mi ammaliava il volto di donna.
Somigliante come una goccia d'acqua al viso di una ragazza che conoscevo, e mi ostinavo a non dimenticare.
Non poteva non chiamarsi Augusto Vanghetta, il protagonista, divenuto pretore per caso e per fortuna (era un "mortarino").


L'Ufficio nell'ampio scalone di un palazzo seicentesco dove troneggiava la targa "Gabinetto del Pretore" era la sua tardiva vittoria.
La moglie giovane, malinconica, disperata dimagriva fino alla liquefazione. Ma la magrezza, il busto esile, esaltavano la sua bellezza.
Brutto come la notte lui, sciupata, ma bella e giovane lei...
Lessi d'un fiato il volume fino alla pagina 136, l'ultima. Un gran libro. L'ho ripreso oggi: una "storia" da leggere, più che da recensire...


Piero Chiara, Il pretore di Cuvio, Arnoldo Mondadori Editore, prima edizione marzo 1973