Si è spopolato nei decenni il paese di Zuccarello, ma conserva l'essenza di borgo medievale tra i più belli. Dominato, da lassù, dai resti imponenti del Castello, già documentato nel milleduecento.
Qui nacque, e crebbe, una leggiadra ragazza, che a questo paese ha dato celebrità.
Non mi sono documentato sul suo modo di vivere, su quanto tempo dimorò qui, ma la immagino sortire dalla dimora avita, percorrere porticati e carrugi, entrare a volte nella Chiesa di San Bartolomeo.
Traversare il torrente Neva, sovrastato ancor oggi dall'ardito ponte medievale.
Incrociò mai, quella ragazza, gli sguardi intensi e segretamente innamorati dei giovanotti del volgo?
Lei che era destinata, però, in sposa, non ad uno di loro, ma ad un marito di alto lignaggio.
Perché era la figlia del Marchese!
Volano gli anni, impercettibili e veloci. Più di quaranta ne sono passati, da quando sono entrato nel Duomo di Lucca, ed ho ammirato il monumento funebre della sposa di Paolo Guinigi, Signore della città, morta nel dare alla luce la figlia secondogenita.
Sono rimasto senza parole, quel giorno, di fronte alla bellezza, alla grandezza artistica di questa stupenda opera di Jacopo della Quercia. E mi sono commosso per quel cagnolino scolpito, simbolo di fedeltà eterna.
Solo pochi giorni fa ho visitato Zuccarello, dove Lei nacque e percorse la sua prima tappa di vita.
Lei che era Ilaria del Carretto (1379 - 1405), destinata ad imperitura memoria.















