martedì 6 settembre 2011

Curtatone: le Grazie, il Coccodrillo, i Madonnari, il Mincio

Curtatone, un nome che rimane impresso per via della battaglia combattuta il 29 maggio 1848.
Molto noto il suo Santuario, nella frazione Grazie, consacrato nel 1406 e meta di visitatori da ogni dove. Esternamente si nota ancora l'originario stile gotico lombardo, pur in presenza di rimaneggiamenti.
L'interno è ricco di statue, ex voto, dipinti pregevoli (a mano di Giulio Romano, Lorenzo Costa, del Bonsignori).
Era da tempo che volevo andarci incuriosito da tre cose: i Madonnari all'opera il 15 agosto di ogni anno, il Coccodrillo, il Mincio.
L'occasione è venuta quest'anno a Ferragosto, aggregandomi ad una comitiva in partenza da Borgomanero.
Dopo aver fermato lo sguardo sul bellissimo porticato e sulla facciata, sono entrato in un Santuario affollatissimo, a cercare subito, tra tante opere d'arte, il Coccodrillo imbalsamato appeso al centro della navata.


All'uscita, come non apprezzare le opere dei Madonnari, intenti a dipingere sull'asfalto, con gessetti colorati, effimere immagini sacre? Opere non facili da realizzare, tra una marea di gente e con un caldo soffocante.



Uno spettacolo unico nella sua semplicità.



Dopo un lauto pranzo a base di specialità locali, tutti in battello a navigare sul Mincio, attorno a Mantova.
Abbiamo osservato lo spettacolo selvaggio dei canneti, la impressionante distesa dei fiori di loto, fieri ed intensi come sguardi innamorati.
A riva, la città di Mantova, col Palazzo Ducale ed il Castello di San Giorgio.

venerdì 19 agosto 2011

Aletsch, Jungfrau, io, Tartarino

Cosa facevo io di fronte al ghiacciaio Aletsch in una domenica di tardo luglio, temperatura zero gradi, mentre alcuni ragazzi svizzeri, tutti rigorosamente biondi, si lanciavano gioiosamente palle di neve? (Ed io che credevo che solo in Italia fosse consentito tirare palle di neve!)



 
E cosa faceva, dal lato opposto, Tartarino il prode tarasconese, reduce dall'epica avventura africana? Stava forse tentando goffamente la scalata dello Jungfrau, la vetta svizzera per eccellenza? (Bellissima l'interpretazione televisiva di Tino Buazzelli, tanti anni fa).



Io ero arrivato qui valicando il Sempione, dove ero passato a fianco della grande Aquila napoleonica.
Avevo raggiunto in funivia Bettmeralp, con la chiesa di St. Michael, le casette montane, i balconi fioriti, a 1957 metri d'altitudine.




Poi decisamente più in alto, con la cabinovia, ad ammirare il ghiacciaio più esteso d'Europa, Patrimonio Unesco Jungfrau - Aletsch, ed a volgere lo sguardo su di un Vallese pittoresco, solcato dalle acque del Rodano.
Ne valeva la pena, e l'emozione di quel freddo estivo lo conservo nel fardello, sempre più greve, del mio aver vissuto.


Bibliografia: Tartarino di Tarascona, Tartarino sulle Alpi, Oscar Mondadori, 1°edizione settembre 1968 

sabato 30 luglio 2011

Tra il bosco e l'autostrada: la fontanella di San Martino


Altri tempi, si viveva in maniera più semplice, tante comodità, in campagna, non esistevano.

D'estate, quando l'afa diventava opprimente, ma si era costretti lo stesso a lavorare la terra anche col sole a picco, se si aveva sete c'era soltanto l'acqua del pozzo.

Un refrigerio era la fontana di San Martino, una fontanella in mezzo al bosco da cui sgorgava acqua fresca, leggerissima, dissetante.
Noi ragazzini ci arrivavamo in bicicletta e, dopo avere placato la nostra arsura, riempivamo qualche bottiglia per gli adulti che stavano lavorando.


Tanti anni dopo, la fontana di San Martino c'è ancora, la sua battaglia per sopravvivere l'ha vinta.
Lo scenario è, però, profondamente mutato.
Non c'è più il sito rustico, selvatico, poetico, vagamente melanconico di allora; attorno non più il bosco fiorito di crochi, anemoni e bucaneve, ma nelle vicinanze case, industrie, l'autostrada.

E una scalinata, bella e tenuta bene in ordine, che conduce alla piccola sorgente.

Una parte di poesia il progresso l'ha fagocitata ma, ancora, parecchia gente va fin lì per cercare, e forse ritrovare, tra realtà e immaginazione, il sito ameno di una volta.

martedì 19 luglio 2011

Gemonio paese di artisti: Nicola Pezzoli scrittore

Gemonio è il borgo del grande scultore Floriano Bodini, uno dei fondatori del movimento "Realismo esistenziale".
E, proprio al confine, a Cocquio, visse Innocente Salvini, eccellente pittore sottovalutato in vita ma di straordinaria capacità.

A Gemonio vive l'ottimo scrittore Nicola Pezzoli, autore del libro Tutta colpa di Tondelli, edito nel 2008 da Kaos Edizioni.
Nel blog di Pezzoli (cliccare QUI per entrare) ho apprezzato molti inediti di grande interesse, da leggere subito, in attesa della pubblicazione.
Tra le Poesie del poeta pentito la mia preferita è Io,  che ho inteso come un dialogo in versi tra una persona ed il suo inconscio, che cercano di incontrarsi ed immedesimarsi.

I racconti sono tutti molto belli.
In Pazzoteca La Paz ad esempio, ho riscontrato un modo di raccontare nuovo, originale, irriverente, un linguaggio personale, proprio di un autore nato per scrivere, degno di essere letto.
Singolare la condanna inflitta al protagonista. Non la galera (banale), non l'internamento in Pazzoteca (pena troppo blanda), ma una punizione esemplare: trovare impiego in un call center e rifilare ai malcapitati interlocutori versi orrendi e di dubbio significato.


 Gemonio, chiesa di San Pietro (sec. X - XI)
monumento nazionale

lunedì 4 luglio 2011

Amici Artisti

Vi presento qui di seguito le opere di alcuni amici pittori, scultori, fotografi della mia zona, che hanno abbellito, per il giorno dell'inaugurazione della nuova sede, l'Ufficio dove presto la mia attività lavorativa.
A loro tutti un GRAZIE!, per la gentilezza e per la qualità delle opere.

 Mauro Borzini 
fotografia

Patrizia Cometti
fotografia

Chiara Fioramonti 
pittura

Matteo Fioramonti 
scultura

Antonella Frignani  
pittura

 Federico Gritti
fotografia

Giada Ottone
pittura

Maurizio Polato
pittura

domenica 19 giugno 2011

I gatti di Arcumeggia

Scoprii Arcumeggia per caso, su una guida turistica della Lombardia.
La strada per arrivarci, da Casalzuigno, fu davvero impervia e difficile, stretta, a strapiombo. Ci accolse un paesino fuori dal tempo, un "paese dipinto", tra gli affreschi murali di Aligi Sassu, Remo Brindisi, Innocente Salvini, Montanari, Dova, Migneco, ed altri formidabili pittori.
Ci inoltrammo tra i vicoli, ricchi del fascino del tempo che fu.

All'improvviso vedemmo stupiti uscire da un portone tanti gatti ben nutriti che si lasciarono avvicinare e prendere in braccio:
"Sono i "miei" gatti randagi, li curo e nutro tutti io" ci disse un signore anziano, forse un pittore: "il mio cruccio è uno solo, io sono vecchio, chi li accudirà quando non ci sarò più?"
E ci presentò la gatta più bella e pasciuta: "Questa è la Picassina, variegata di tanti sgargianti colori, tutti quelli della tavolozza di un grande artista!".

Picassina 
particolare di un disegno
di Giada Ottone

Tornai ad Arcumeggia molti anni dopo, nel 2005, per vedere una mostra dedicata a Remo Brindisi.
Andai prima di tutto in quel vicolo ma, com'era prevedibile, i gatti non c'erano più...

venerdì 10 giugno 2011

LUINO - Alla ricerca del "Pierino" di Piero Chiara

Per anni ritenemmo superfluo visitare Luino, conoscevamo già tutto attraverso le pagine scritte da Piero Chiara.
Un giorno ci andammo, per riconoscere tra i banchi del mercato, sul molo del porto, tra le viuzze del centro, i personaggi indimenticabili ideati dal grande scrittore.


Luino (VA)

Per percepire anche noi gli odori fini, portati dal vento, provenienti dall'altra sponda del Verbano.

Ma soprattutto per riconoscere Pierino, intento a correre a rompicollo.
Li vedemmo tutti con la fantasia, solo con la fantasia.

Al ritorno una sosta a Porto Valtravaglia per un caffè ed un gelato.


Porto Valtravaglia (VA)


Infine, a Leggiuno, uno sguardo allo stupendo Eremo di Santa Caterina del Sasso.

Indimenticabile.


Eremo di S. Caterina del Sasso
Leggiuno (VA)


Bibliografia
Piero Chiara, Le avventure di Pierino al mercato di Luino, ed. Mondadori